domenica 5 luglio 2009

Incenerite, amministratori e AMIU, che poi si mette tutto a tacere...

Un esempio concreto di diritti dei cittadini e negligenze della pubblica amministrazione.
Ancora una volta vogliamo ricordare il raggiro alla cittadinanza fatto dal Comune di Taranto e dall'AMIU che hanno deciso di riaprire l'inceneritore di Taranto contrariamente alle promesse fatte e in disprezzo della salute dei tarantini.

Polli alla diossina e contaminazione alimentare. Esposto alla Procura Generale della Repubblica

E mentre sulla ben nota vicenda della contaminazione da diossina e PCB, la ASL di Pistoia incassa chi dall'interno (un medico esperto e stimato) l'accusa di aver sottovalutato il problema e di non aver emesso le necessarie ordinanze di divieto di consumo e commercializzazione dei cibi, la ASL DI PRATO si nasconde dietro un PENOSO SILENZIO, il Forum Ambientalista Nazionale, assieme ai comitati e a semplici cittadini, si rivolge alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Firenze per chiederle di indagare se nella gestione del grave episodio di contaminazione alimentare siano da ravvisare ipotesi di reato, in particolare omissione e abuso di atti di ufficio, interesse privato in atti pubblici da parte degli organi preposti al controllo, e verifica di reato in concorso di avvelenamento , tenuto conto che la diossina è la sostanza chimica più tossica in assoluto, che persiste nell'ambiente per lunghissimi anni e che arrivando all'uomo proprio attraverso la catena alimentare.
Nell'esposto si chiede anche la chiusura ed il sequestro dei due impianti di incenerimento (Montale e Baciacavallo) che continuano ad immettere nell'ambiente circostante e quindi anche nei cibi, ulteriori quantità di veleni che non possono che accrescere la pesante contaminazione emersa proprio dalle indagini fatta dalle due ASL. Comunque indipendentemente dalla REALE causa della contaminazione, il dato di fatto è che i prodotti sono contaminati, quindi invece di promuovere la Filiera Corta e l'autoconsumo come fa il Comune di Prato è necessario invece di astenersi dal consumare tali prodotti.
Infine per tutelare nell'immediato la salute delle popolazioni chiedono che sia la stessa Procura ad emettere le ordinanze che le ASL non hanno proposto e che i Sindaci non hanno firmato, di sequestro delle derrate alimentari prodotte nelle zone interessate e di divieto di consumo e commercializzazione (vedi azione fatta dal Comune di Maglie) e che i danni subiti dai produttori siano risarciti da chi ha inquinato.
Per memoria ricordiamo che:
La diossina nei polli pratesi si è trovata per puro caso, grazie (si fa per dire) alle indagini sugli alimenti che la ASL di Pistoia, insieme a quella di Prato che le ha seguite per la parte di competenza territoriale, ha fatto per verificare se e quanto l'inceneritore di Montale abbia inquinato gli alimenti: carne, uova, latte ecc,.
Le indagini sono state fatte a seguito delle pressanti richieste di comitati e popolazione, preoccupate per la salute, dopo i ripetuti superamenti dei limiti di emissione (di quasi 7 volte) delle diossine da parte dell'inceneritore di Montale, situazione che si protratta per mesi e ha esposto la popolazione a massicce dosi di cancerogeni certi.
Da queste indagini ( se pur con immenso ritardo) è emerso che le diossine sono fuori legge oltre che nella carne di pollo, anche nella carne di manzo e nelle uova di gallina; della carne di maiale non si sa nulla solo perché non è stata indagata.
L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, nella relazione che ha accompagnato i dati sui campioni animali, ha riconosciuto che esiste una contaminazione preoccupante che per una quota parte è stata causata dall'inceneritore di Montale ma anche da altre fonti perché uno dei campioni di carne di pollo più inquinati 46,2 ng (contro un limite di legge di 4.0) proviene da un allevamento distante da Montale e fuori area di ricaduta.
Grazie a questo campione gli amministratori pistoiesi, sostenuti da ASL e ARPAT, hanno cercato di assolvere l'inceneritore di Montale trincerandosi nella tesi di un inquinamento pesante si!, ma ubiquitario, quindi non esclusivamente attribuibile all'inceneritore.
Ebbene non si erano accorti che il campione di pollo ad elevatissimo contenuto di diossina di Prato era lontano dall'inceneritore di Montale, ma vicinissimo a quello di Baciacavallo.
L'inceneritore di Baciacavallo non è nuovo a questi colpi di scena, è dal 1999 che periodicamente si fanno indagini epidemiologiche che puntualmente mettono in evidenza un progressivo incremento di rischio, statisticamente significativo, per tumore al polmone (l'unico indagato), al diminuire della distanza dall'inceneritore, nell'area di ricaduta dell'inceneritore si registrano più tumori rispetto alle aree più distanti.
Nonostante questi dati siano noti da oltre dieci anni, e siano puntualmente riconfermati da studi successivi, si continua a gettare "fumo" negli occhi e si dice che ancora c'è da studiare e da approfondire. Nel corso di questi anni si è detto che non era sufficiente aver trovato il cancro (e il suo collegamento con l'inceneritore), perché si doveva trovare anche il killer.
Adesso il killer c'è, sono le diossine (inclusi PCB dioxin-like) trovate in quantità esagerata (46,2 ng contro un limite di legge di 4,0 ) nei campioni di carne di pollo e che con tutta probabilità si trovano anche nel latte, nelle uova, in tutti i nostri cibi e sicuramente anche nelle nostre carni e in quelle dei nostri figli. Siamo un territorio ed una popolazione contaminata.
I Comitati ed i cittadini da tempo esprimono grande preoccupazione non solo per i gravi danni alla salute ma anche per i danni economici e di immagine che i produttori locali e tutta l'economia agroalimentare del territorio subiranno.
Chiedono, da ormai troppo tempo, che la ASL intervenga a far rispettare la legge, c'è un decreto legislativo specifico il n° 158 del 2006 che attua la direttiva europea 2003/74/CE che, in particolare agli articoli 22, 23 e 25 dispone precisi obblighi per le autorità competenti alla vigilanza degli alimenti e per l'incolumità della salute pubblica.
Forum Ambientalista Nazionale

I medici chiedono partecipazione e cittadinanza!

...
Con queste note ribadiamo la volontà di fare la nostra parte di responsabilità: NON CI INTERESSANO ELEZIONI ANTICIPATE O CRISI FASULLE, BENSÌ SEGNALI CHIARI DI DISCONTINUITÀ, INVESTENDO SULLE ASSOCIAZIONI E SUI “GRUPPI UMANI”, CHE ABBIANO AL CENTRO SOLO IL BENE COMUNE.
Si parta subito, adottando provvedimenti risolutivi , dal fatto che :
- i risultati dell’Audit civico e i conseguenti piani di miglioramento dei servizi nelle ASL, ad oggi non hanno avuto alcun riscontro, fatta salva qualche timida eccezione;tra i risultati avevamo evidenziato la totale assenza di partecipazione assicurata ai cittadini e alle loro Associazioni sul tema , guarda un pò, degli Appalti:eppure l’impegno era ed è che la partecipazione di centinaia di persone, volontarie, nel monitoraggio e nella rilevazioni di disfunzioni, omissioni in Sanità, fosse un punto irrinunciabile, dal livello regionale a quello periferico;solo l’Assessorato alla Cittadinanzattiva invero ha garantito ad oggi una coerente attenzione.....ma spesso, lo registriamo, in un silenzio assordante!!;
- si attui, in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori e non solo, il comma 461 della legge finanziaria 2008 che impone nei servizi di pubblica utilità, nei Comuni e non solo, il monitoraggio , l’adozione di Carte di qualità, un controllo di fatto degli Appalti:ad oggi nessun riscontro in tal senso, fatta salva ancora una volta... l’attenzione dell’Assessorato regionale alla Cittadinanzattiva.
NOI SAREMO CERTAMENTE PARTE CIVILE NEI PROCESSI che andranno a farsi sui fatti denunciati sui mass media, perché si restituisca ai cittadini il mal tolto, in termini di servizi e diritti effettivi.
L’unica soluzione è costruire percorsi partecipativi che diano una sterzata alla paralisi istituzionale, invero garante solo dei poteri forti, che continuano a macinare denaro e morti anche quando tutto pare fermo....
CHIAMIAMO ALLA MOBILITAZIONE tutti i cittadini,perchè la tutela ambientale,della Salute,della democrazia,dei diritti non sia "cosa loro",bensì una nostra conquista!!
Presidente Nazionale di Medicina Democratica (Leggi l'articolo completo)

Un momento di confronto con la cittadinanza

Incontro pubblico: "E' possibile la rinascita civica di Grottaglie?"
Venerdì 10 luglio 2009 ore 20, Castello Episcopio, Grottaglie
Iniziativa promossa da Vigiliamo per la discarica

sabato 4 luglio 2009

Inchiesta diossina, finalmente la strada giusta

Ecco un giornale che ha il coraggio di fare inchiesta e "toccare" la piaga della salute dei cittadini e dell'econimia provinciale devastate dall'impatto della grande industria.
Dove e come vanno fatti i controlli per evitare che, oltre al danno di respirare l'aria contaminata da polveri e esalazioni tossiche incontrollate, ci ritroviamo la diossina negli alimenti locali che non mancano mai sulle nostre tavole?

LEGGETE QUESTI ARTICOLI CON ATTENZIONE!


Le colpe di architetti e pianificatori


Portualità e annunci

Si parla di AIA

Seminario 10 Luglio 2009: "Il ruolo della Legge nell'integrazione comunitaria: l'esempio dell'Autorizzazione Integrata Ambientale nei Paesi UE"
L'evento, organizzato con il patrocinio dell'Ordine degli Avvocati di Bari, accreditato ai fini della formazione obbligatoria degli Avvocati

venerdì 3 luglio 2009

Dall'acciaio alla monnezza

Estratto da TarantOggi del 3 luglio 2009 pp. 15 e 16.
Dossier di 4 pagine (è la prima parte), a cura di Cosimo Salvatorelli, sul traffico di rifiuti in provincia di Taranto, dal titolo "Il futuro di Taranto? La 'monnezza'"!.
Riprende molte delle segnalazioni fatte dagli ambientalisti negli ultimi anni.

Taranto rifiuti monnezza

Per i traffici di rifiuti però, il porto funziona!?

Continua la lotta delle Dogane contro il traffico transfrontaliero di rifiuti illegali. I funzionari del servizio Antifrode di Taranto, in collaborazione con i militari delle Fiamme Gialle hanno sequestrato in porto 82 tonnellate di rifiuti speciali, costituiti in gran parte da materiale plastico di provenienza industriale. L’operazione si inquadra nell’ambito di un’indagine già “incardinata” presso la Procura della Repubblica tarantina.
I rifiuti erano stivati all’interno di quattro container, con destinazione finale Hong Kong, provenienti da una società barese operante nello specifico settore. A seguito di un attento esame della documentazione, i funzionari hanno accertato l’assenza delle autorizzazioni previste dalla vigente normativa ambientale per l’esportazioni di rifiuti speciali di plastica, l’assenza dei prescritti trattamenti preliminari e l’inesistenza dell’impianto di recupero di destinazione.
Una persona è stata denunciata all’Autorità giudiziaria competente per traffico internazionale di rifiuti e gestione abusiva dell’attività di recupero di rifiuti plastici. Dall’inizio dell’anno, l’ufficio delle Dogane di Taranto, ha sequestrato ben 28 containers contenenti complessivamente circa 646 tonnellate di rifiuti speciali destinati all’estero. (Nauticaetrasporti)

Parte il porto?

Al via interventi strategici urgenti per il porto di Taranto. Lo ha annunciato il ministero dell'Ambiente in seguito all' incontro tecnico-operativo che si e' svolto alla sede del dicastero, gia' programmato la settimana scorsa con l' Autorita' Portuale di Taranto, per individuare le azioni da intraprendere per accelerare gli interventi strategici da realizzare nell'area portuale di Taranto. In particolare - riferisce la nota - si e' sottolineata la necessita' di dare avvio immediato alle opere di ingrandimento dei fondali del Molo Polisettoriale che richiedono, in via prioritaria, la realizzazione di una cassa di colmata necessaria ad accogliere i circa 2.300.000 metri cubi di sedimenti da dragare, anche ai fini della bonifica. Gli interventi strategici saranno oggetto di un Protocollo d'Intesa, nel quale saranno specificati gli impegni tecnici ed economici. A voler avviare queste azioni urgenti nell'area portuale di Taranto - sottolinea ancora la nota - e' stato il ministro dell' Ambiente Stefania Prestigiacomo, che mercoledi' scorso ha incontrato a Taranto i vertici della Regione Puglia. (ANSA). COM-GU

Un pò di chiarezza

I burattini di Berlusconi si vendono la Puglia per un piatto di lenticchie aprendo al nucleare qualsiasi comune contro la sua volontà.









Intanto, dopo l'urea, ci si domanda quando si comincerà a fare qualcosa anche sugli altri fronti, a partire dalle polveri sui Tamburi.








Dopo lo spettacolino pietoso di Pierri e Cervellera, persino gli industriali dimostrano più sensibilità e lungimiranza della giunta comunale sulla Città Vecchia!








Anche il WWF chiede il campionamento continuo della diossina

COMUNICATO STAMPA: IMPIANTO ALL’UREA PRESSO L’ILVA DI TARANTO
Il WWF auspica un monitoraggio continuo


Oggi presso lo stabilimento Ilva di Taranto, alla presenza del ministro Prestigiacomo, del presidente Vendola e delle autorità cittadine è stato inaugurato il nuovo impianto all’urea che dovrebbe consentire la diminuzione del 50% delle emissioni di diossina, consentendo all’Ilva di adeguarsi alla legge regionale. Naturalmente questo evento, sicuramente importante ma non risolutivo, deve rappresentare solo l’inizio di un percorso che dovrà mirare all’abbattimento globale di tutte gli inquinanti che in questi anni hanno avvelenato il territorio compromettendo seriamente la salute non solo degli attuali cittadini tarantini ma anche delle generazioni future. I veleni emessi dalle industrie che insistono su Taranto, contaminando aria, terra e acqua, sono infatti entrate a far parte della catena alimentare, come dimostra la rilevazione (ormai non solo sporadica!) della presenza di sostanze tossiche negli alimenti soprattutto di origine animale (carne, latte e formaggi, uova). Tutto ciò è gravissimo e sicuramente richiede tutta una serie di interventi mirati ed un attento monitoraggio delle condizioni ambientali. E’ proprio il monitoraggio delle emissioni, a nostro avviso, il punto debole della legge sulla diossina. Infatti il provvedimento regionale prevede che i controlli non siano in continuo ma a settimane alterne e solo per le otto ore diurne. Il WWF in sintonia con tutte le forze ambientaliste taratine, chiede invece che il monitoraggio delle emissioni di diossina sia “in continuo” e non sporadico. Solo questo tipo di misurazione permetterebbe una precisa valutazione della diossina immessa nell’aria e garantirebbe ai tarantini la reale applicazione della legge! La legge regionale è stata accolta con tanto entusiasmo dalla città, ma essa non può solo alimentare speranze ed illusioni: deve essere operativa, deve innescare un cambiamento reale e non solo sulla carta! A nostro avviso senza controlli seri sulla sua applicazione una qualsiasi legge perde totalmente di significato: è come se non esistesse!
Inoltre, sempre nell’ottica di un puntuale controllo ambientale riteniamo che l’Arpa Puglia debba essere potenziata e dotata di tutte le migliori tecnologie disponibili. Ci auguriamo che ben presto a Taranto possa sorgere il “Centro di eccellenza ambientale” in grado di convogliare sulla città quanto di meglio esista in termini di intelligenze, tecnologie ecc. in grado di assicurare ai cittadini che la loro salute è veramente tutelata.

de Feo Antonio
Presidente Regionale WWF Italia Sezione Puglia

In pullman al G8

Venerdì 10 luglio è indetta una manifestazione a L'Aquila in occasione del G8
Da Brindisi e Fasano Medicina Democratica sta organizzando un pullman che orientativamente dovrebbe partire alle 5,30 del mattino per poter partecipare alla manifestazione. Il rientro è previsto in tarda serata.
Il pullman dovrebbe anche fare una fermata a Fasano.
Per info contattare Medicina Democratica di Brindisi al 340 6685341

giovedì 2 luglio 2009

Dicono dell'urea...


Ecco la chicca del "ministro" Prestigiacomo mentre pigia il "fantabottone della salute", applaudita da un vescovo chierichetto fedele!
E fortuna che credevamo che il populismo da "piccone risanatore" fosse roba del Ventennio del secolo scorso...
Corsi e ricorsi storici!
Taranto Ilva: Rassegna Urea

Ilva coltivata?


Pubblichiamo una segnalazione di un sostenitore del nostro blog:

Buongiorno,
volevo solo segnalare che sul sito http://www.bing.com/maps/ se si fa uno zoom sulla foto satellitare dell’Ilva, vi è una singolare manipolazione in cui tutta l’area a caldo è scomparsa lasciando posto a terreni coltivati (magari!!).
Cogliendo l’occasione Vi saluto e ringrazio per ciò che fate ogni giorno.


Abbiamo verificato che Bing utilizza una mappatura satellitare sul modello di quella di google, che viene aggiornata con cadenza periodica. Gli scatti vengono sovrapposti in base alla georeferenziazione a comporre un mosaico sul quale vengono poi impostate anche le informazioni relative alle città, infrastrutture ecc...
La parte dell'ilva coperta da campi prende parte dellì'area dei laminatoi e parte della lavorazione a caldo, ma sembrerebbe più un errore di referenziazione dell'immagine che una schermatura. Soprattutto in considerazione che c'è un'evidente divergenza tra l'immagine del terreno e le strade...
Stavolta non crediamo che Riva sia arrivato così in alto da condizionare un network come Bing e Microsoft che hanno creato questo servizio in concorrenza con Google. Propendiamo più per l'errore software...

In ogni caso siamo grati per la segnalazione e invitiamo tutti i lettori a fare altrettanto per ogni aspetto che riguarda l'ambiente, la cultura, l'immagine della nostra città.
Garantiamo la privacy di tutti tenendo riservati gli indirizzi dei segnalatori ed eliminando le mail dalla casella del Comitato.

Diossina story da Peacelink

Un'esperienza utile a tutti gli ambientalisti italiani
"La lunga lotta antidiossina"
L'Ilva di Taranto deve dimezzare la diossina con un "impianto ad urea". Un primo risultato strappato con la lotta popolare e la legge della Regione Puglia. Il ruolo di documentazione e ricerca svolto da PeaceLink
30 giugno 2009

A questa pagina web abbiamo allegato la nostra ricostruzione delle vicende che hanno portato alla tappa attuale: l'inaugurazione dell'impianto ad Urea.
Vi è anche una valutazione critica di quanto è avvenuto a Taranto e di quanto è stato necessario far accadere per giungere a un impianto che prevede una riduzione delle emissioni.
Non è una ricostruzione completa. Rimane fuori molta esperienza importante. Molti nomi e molte persone che ci hanno aiutato. Dagli specialisti ai tanti giornalisti che hanno avuto un ruolo determinante nel far emergere la questione diossina come "questione centrale" a Taranto. A questa esperienza PeaceLink ha dato l'avvio mediante un comunicato del 2005 in cui per la prima volta veniva citata la parola "diossina" per l'Ilva di Taranto. I cittadini ne erano all'oscuro. I pochi che sapevano avevano taciuto.
Un grande grazie a tutti i "mediatici" sensibili che sono stati capaci di ascoltare, raccontare, semplificare una questione all'inizio complessa ("la diossina, e che è?") ma poi diventata dominio di tanti, argomento di discussione quotidiana.
La cosa importante è che questo movimento di opinione e di "acculturazione popolare" - a cui in tanti hanno contribuito - abbia generato un risultato tangibile, un primo passo verso una meta a portata di mano.

Diossina story a taranto

Quando si vanno a toccare gli interessi politici e mafiosi...

Incendiata auto di un cronista freelance
E' successo ad Orta Nova (Foggia)

(ANSA) - ROMA, 2 LUG - Un attentato incendiario ha distrutto l'auto del giornalista freelance pugliese Gianni Lannes, direttore del giornale online 'Terra nostra'.Lo dice la stessa testata, secondo cui l'attentato sarebbe avvenuto ad Orta Nova, nel Foggiano, nella notte, a seguito di 'una minaccia di morte di stampo mafioso, armi in pugno'. Lannes, spiega 'Terra nostra',e' un 'freelance investigativo specializzato in traffico di esseri umani, armi e rifiuti pericolosi, attualmente impegnato in una delicata inchiesta'.

Il Comitato per Taranto esprime tutta la sua solidarietà a Gianni Lannes e lo invita a non desistere!

Le immagini del sit-in ai cancelli dell'Ilva

Eccole! Cliccate sull'immagine per andare alla galleria

mercoledì 1 luglio 2009

Che risposte, Ministro!

Ilva di Taranto: parte l’applicazione della legge regionale antidiossina, ma per il Ministro Prestigiacomo “se i tempi possibili non sono quelli del 2010, nessuno s’impicca”

Il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola erano presenti questa mattina all’Ilva per l’inaugurazione dell’impianto a tecnologia urea che consentirà un abbattimento delle emissioni di diossine.
Grazie all’impianto, l’Ilva potrà adeguarsi alle indicazioni della legge regionale: il primo step è quello di oggi con valori di emissione pari a 2,5 nanogrammi per metrocubo, il successivo previsto nel 2010, pone un limite di emissione di 0,4 nanogrammi per mc.
Coerente con il suo atteggiamento in tutta la vicenda, il Ministro ha lodato il Gruppo Riva per aver investito nell’ambietalizzazione.
Nessuna critica, invece, è stata rivolta all’Ilva, ad un’azienda che negli ultimi quattro anni ha prodotto utili per 2,5 miliardi di euro, e che è stata costretta all’accordo dalla tenacia degli ambientalisti concretizzatasi nella legge antidiossine della giunta Vendola.
A rivendicare oggi il ruolo rilevante della cittadinanza, in questa che è stata definita una svolta storica, le associazioni e i cittadini presenti davanti alla direzione Ilva di Taranto.
Tra questi anche l’allevatore Vincenzo Fornaro che ha visto, insieme ad altri allevatori tarantini, abbattere più di 1200 capi di bestiame perchè contaminati dalla diossina.
“Chi ci risarcirà? chi bonificherà i terreni su cui andavano a pascolare le nostre percore?”: Se lo chiede l’allevatore Fornaro, e noi lo abbiamo chiesto al Ministro Prestigiacomo: Ascolta l’ Intervista di Antonietta Podda al Ministro Stefania Prestigiacomo

Sul rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale all’Ilva di Taranto, il Ministro appare incerta. Non da risposte precise sui tempi del rilascio: ” se i tempi possibili non sono quelli del 2010, nessuno s’impicca” ha dichiarato il Ministro Prestigiacomo sul rilascio dell’AIA all’Ilva
Stefania Prestigiacomo ha poi comunicato l’intento del Governo di voler sostenere l’opera dei dragaggi nel Porto di Taranto, ma con l’aiuto della Regione Puglia: Dichiarazioni del Ministro Prestigiacomo sui dragaggi

Ad intervenire anche il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che ha ricordato la mobilitazione popolare che ha contribuito ad accelerare l’applicazione della legge antidiossina.
“Taranto con l’Ilva” – ha affermato – “rappresentava un’area dove valori importanti come il lavoro e l’ambiente rischiavano di entrare in conflitto…. Io adesso chiedo all’Ilva di fare uno sforzo in più, di dare un segnale concreto e visibile anche al quartiere Tamburi”.

A.Podda per Radio Popolare Salento

Il ministero risponde... e sbatte fuori i cittadini!

Il ministero si degna finalmente di rispondere alla richiesta di accesso agli atti di cittadini e associazioni di Taranto riguardo alla procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale dell'Ilva.
Nonostante le direttive europee parlino chiaro e richiedano per l'AIA la presenza del pubblico interessato, il ministero non vuole che i cittadini siedano al tavolo delle trattative...

Accesso agli atti per l'AIA all' Ilva di Taranto

martedì 30 giugno 2009

Un sit in per Taranto che vuole respirare!

In occasione dell'inaugurazione del nuovo impianto ad urea, quello che dovrebbe consentire di ridurre le emissioni di diossine e di rientrare quindi nei parametri imposti dalla legge regionale, è fissata per domani 1 luglio davanti ai cancelli della direzione dell'Ilva una conferenza stampa, seguita da un sit in.
Cittadini e associazioni insieme saranno di fronte ai cancelli dell'Ilva a partire dalle 9.45 per chiedere l'applicazione del "campionamento in continuo", ossia del controllo 24 ore su 24 dei fumi.
Rivendichiamo come un risultato della nostra pressione di cittadini l’adozione delle tecnologie di dimezzamento della diossina. Senza la costante mobilitazione dei cittadini e delle associazioni, culminata nella manifestazione del 29 novembre 2008 con 20 mila persone in piazza, non vi sarebbe stata l'approvazione della legge regionale sulla diossina e non vi sarebbe stato l’avvio delle modifiche agli impianti che buttano diossina sulla città.
Ma questo è solo il primo passo, frutto della martellante campagna di opinione della società civile che ha trovato diffusione anche grazie ai giornalisti e ai media più sensibili alla questione.
Occorre fare passi ulteriori e andare verso l'adozione delle "migliori tecnologie disponibili".
Poniamo una precisa richiesta: il “campionamento in continuo” della diossina, che già si effettua in altre parti d’Italia e d'Europa.
E al Gruppo Riva e al Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, di cui si prevede domani la presenza nello stabilimento siderurgico, vogliamo ricordare che siamo in Europa e chiediamo anche per Taranto e la Puglia il rispetto dei diritti elementari riconosciuti a tutti i cittadini europei.
Riteniamo che un serio sistema di controllo continuativo, che sorvegli le emissioni anche di notte, rappresenti l'unica garanzia per la città, che quanto liberato in atmosfera corrisponda in ogni momento ai valori imposti dalla legge e che gli impianti atti ad abbattere gli inquinanti siano sempre attivi con la massima efficacia.
Intendiamo inoltre ricordare a chi governa che la tutela della salute degli operai e dei cittadini deve venire prima di ogni cosa.

All'iniziativa parteciperanno cittadini e associazioni - comitati che stanno aderendo in queste ore: Associazione 12 giugno - AIL Taranto - Amici di Beppe Grillo Taranto - Arci Taranto - Comitato Per Taranto - Libera Taranto- Greenpeace Taranto - Peacelink

AIA Ilva rimandata all'anno venturo?

Ilva, assessore Puglia: Determinante fattore Gianni Letta. Per l'Aia allo stabilimento di Taranto ci vorranno altri 6 mesi

“E’ un fatto importante – direi storico – quello che si è determinato a Taranto dove ciò che sembrava fino a pochi mesi fa impossibile è diventato praticabile: con l’entrata in funzione dell’impianto che si inaugura domani verranno dimezzate le emissioni da diossina che passeranno a 2,5 nanogrammi”. Così al VELINO l’assessore all’Ecologia della Regione Puglia Michele Losappio che ripercorre le tappe del duro braccio di ferro che ha portato la regione a sottoscrivere cinque mesi fa un accordo con Palazzo Chigi sull’inquinamento all’Ilva di Taranto. “In quella trattativa che è passata attraverso uno scontro politico e sociale durissimo è stato determinante il fattore umano e in particolare la mediazione del sottosegretario Gianni Letta che ha riconosciuto almeno in parte le ragioni della Puglia sottovalutate fino a quel momento dai ministri per i Rapporti con le regioni e l’Ambiente, Fitto e Prestigiacomo”.

La trattativa sull’Ilva di Taranto ha portato a un breve slittamento dei termini prescritti dalla legge regionale pugliese sul livello delle emissioni da diossina tollerate negli impianti industriali a fronte dell’entrata in funzione (entro oggi 30 giugno 2009) di un impianto con la tecnologia dell’urea che consente di abbattere drasticamente le emissioni. “E’ solo una tappa del percorso delineato dalla legge regionale approvata a marzo di quest’anno che prevede un ulteriore abbassamento dei livelli di inquinamento entro il giugno del 2010 quando verrà applicato un indice di riferimento (0,4 nanogrammi) adottato in Europa ma anche in Canada e negli Stati Uniti” dice ancora l’assessore Losappio che sottolinea come questo obiettivo “non potrà essere centrato solo con il funzionamento dell’impianto all’urea. Entro la fine di quest’anno l’Ilva deve presentare un piano di progetto tecnico che individui le soluzioni per arrivare a quell’obiettivo. Spero che l’azienda capisca che sono finiti i tempi del ricatto occupazionale e che non può più dettare unilateralmente le condizioni per operare a Taranto: nel caso in cui il piano non sia congruo lo bocceremo, ma siamo fiduciosi. Del resto – spiega ancora l’assessore all’Ecologia della regione Puglia – nel 2007 la società ha fatto utili per 300 milioni. Poi c’è stata la crisi e del resto sono stati messi in cassa integrazione 6500 operai su 13 mila. Ma questo non è un fattore strutturale non impedisce l’adattamento dello stabilimento industriale rispetto al requisito minimo indicato dalla legge, soprattutto per un’azienda che vuole restare nel lungo periodo”.

Eppure l’inaugurazione dell’impianto di domani non scongiura l’apertura di un dossier nei confronti dell’Italia da parte dell’Unione europea. “Credo che per il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale (la cosiddetta Aia che consente agli impianti di proseguire nelle proprie attività) ci vorranno come minimo altri sei mesi: l’autorizzazione la rilascia il ministero dell’Ambiente, ma è un iter molto complesso in cui devono ancora essere affrontate delle questioni centrali come quella dei parchi minerari. Questo vuol dire, rispetto al rilascio atteso per il 31 marzo scorso, che siamo a rischio infrazione”, dice ancora l’assessore all’Ecologia che non rinuncia polemizzare con il ministro dell’Ambiente. “Solo quando il ministro affronterà con noi i nodi delle bonifiche in Puglia, dei progetti disattesi sul fotovoltaico e l’idrogeno saremo lieti di registrare una svolta, auspicabile, nei rapporti istituzionali. Ora mi sembra prematura anche perché con domani, se il ministro verrà come annunciato, sarà la prima volta che viene in Puglia nonostante le promesse che aveva fatto in più occasioni nel passato”. (Velino)

Correva l'anno 2008, primo dell'era Ticali

Era il 30 ottobre 2008!
Riportiamo un pezzo di intervista, per Radio Popolare Salento, a Dario Ticali imberbe ingegnere siciliano, appena eletto Presidente della Commissione AIA, dopo l'annullamento da parte della Prestigiacomo della precedente commissione.

Ticali "per quanto riguarda il cronoprogramma Le posso dire che noi rispetteremo quello che organi superiori e quindi i ministeri e così via, a seguito di accordo di programma Stato Regioni pubblicato su sito internet, ci hanno obbligato a seguire, e quindi noi rispetteremo i tempi previsti che sono stati stabiliti dall'accordo di programma"
Podda: "e quindi i tempi previsti indaicano la scadenza marzo 2008?"
Ticali: "marzo 2009"
Podda: "mi scusi marzo 2009 esatto!"
(....)
Podda: "La precedente commissione è stata rimossa perchè - secondo quanto dichiarato dalla Ministra Stefania Prestigicomo - lavorava con scarsa produttività:voi cosa vi proponete di fare?"
Ticali: "di avere una migliore produttività, perchè non sarà comunque difficile ritengo visto che quella era proprio scarsa, insomma."
Podda: "Ma mancano solo cinque mesi al rilascio dell'AIA, pensate che possano bastare?"
Ticali: "ci dobbiamo riuscire. se possono bastare lo decidono i Ministeri, visto che c'è un accordo stato regioni. noi rusciremo a rispettare i tempi che ci sono stati imposti"

A questo punto ci chiediamo: perchè non li rispettano questi termini? Forse perchè l'Ilva rischierebbe di chiudere? E perché rischierebbe di chiudere? Perchè non è compatibile con la normativa europea sull'inquinamento?

Arriva la Presti?

E noi ci saremo, con o senza il ministro!

Un popolo di "poeti", burocrati e tirocinanti... Ma chi lavora con competenza?

Puntuale come l'influenza d'inverno ecco lo show sulla Città Vecchia che ci propina in pompa magna i disegnetti che surrogano l'inerzia secolare di uffici pubblici inadeguati ed impreparati.
E allora via la naftalina dalle vecchie glorie premiate ad Amsterdam nel 1975, fuori i vestiti buoni per i tecnici impolverati nelle chiacchiere vecchie e largo alle pacche sulle spalle e ai sorrisi di circostanza per inscenare la solita commedia della "svolta epocale", dell'interesse rinato, dell'impegno concreto...





Solo due note e un paio di rivelazioni caratterizzano il solito scenario da bocciofila del salone degli specchi:
1) la competenza dell'assessore Barbanente che ai parrucconi, pelati e baffoni indaffarati a coprirsi di chiacchiere e a bussare denari ha replicato che non c'è trippa per gatti; che il piano di risanamento è vecchio e la sua stessa concezione è da tempo superata; che la Regione ha messo a disposizione strumenti normativi adeguati (certo per un comune virtuoso ed attrezzato, non per Taranto, forse...) ad affrontare il problema; che le chiavi dell'intervento sono nel coinvolgimento dei privati sotto il controllo pubblico (ovviamente pubblico competente ed organizzato..., mah, vedi sopra) e soprattutto nella progettazione partecipata che parta ed arrivi alla gente, alla cultura del luogo, alla società locale, secondo modelli che a Taranto sono attuati soltanto da pochi sparuti gruppi (ovviamente tenuti ben distanti dagli uffici pubblici per timore che allontanino polvere e mosche...);


2) l'intervento di Giovanni Guarino, scomodo testimone e coscienza storica della Città Vecchia che, in pochi minuti, ha bollato le conversazioni da bar degli assessori e annessi grandi e piccini, come l'eterno dejavù dei pasticcioni intrallazzati di sempre;

3) per chi si chiedeva ancora con quale competenza l'assessore Pierri conduca la sua ostinata battaglia tra rane e topi, all'indomani di questo convegno abbiamo finalmente la risposta: è un poeta!

4) lo stesso assessore ha anche rivelato quali sono gli unici cittadini della Città Vecchia le cui condizioni gli destano preoccupazione, eccoli in foto:














Ed ecco invece la Città Vecchia del 2009, con la sua gente generosa e piena di dignità ma abbandonata in un ambiente colpevolmente ferito a morte.
Questo è lo scenario reale di analisi strampalate condotte da neolaureati con la digitale in offerta, e grandi tecnici muniti di laserscanner per disegnare le già evidenti crepe nel tufo e coprire, ancora per qualche altro mese, le crepe della coscienza.
Ci volevano queste squadre di "geni"?


Acqua sporca e pulita



lunedì 29 giugno 2009

Domande retoriche? Speriamo di no...


L'eros e la politica ai tempi dell'Ennesima Repubblica

Tra i vari rinvenimenti dispersi nei siti istituzionali è spuntato questo reperto di sette mesi fa. Si tratta di un'interrogazione parlamentare su Taranto (riportata sotto), formulata dal Pdl a firma di Gabriella Carlucci (foto) il 13 novembre 2008, alla vigilia - guarda caso - della grande manifestazione di Altamarea del 29 novembre 2008. Si tratta del periodo in cui le trasmissioni televisive, sull'onda di Malpelo, facevano "lo struscio" per via d'Aquino alla ricerca di sopravviventi tarantini con il loro show di morti e mutilati da raccontare all'italia ignara e annoiata di fine autunno.
Un occasione imperdibile per chi ha "il fiuto dello spettacolo"...
Non sappiamo quali siano i rapporti tra le due "ammirabili" donne implicate (Carlucci-Prestigiacomo), di sicuro possiamo affermare che nulla ha prodotto, neanche il gossip giornalistico di un litigio tra vip-ladies.
Occasione persa per il grande reality tarantino all'ombra della morte.

Interrogazione Carlucci

Brucia un deposito di olii tossici a Palagiano

Un incendio è divampato stamane verso nel deposito di olio industriali e solventi dell'azienda 'Lubritalià, in una zona rurale nei pressi della stazione ferroviaria di Palagiano (Taranto). Sul posto diversi mezzi dei vigili del fuoco, volontari della protezione civile, vigili urbani e carabinieri. I tecnici dell'Arpa hanno eseguito dei campionamenti per verificare la tossicità dei fumi che si sono sprigionati. La zona circostante è stata evacuata a scopo precauzionale. Per diverse ore l'incendio ha tenuto in apprensione la popolazione, preoccupata dalla densa nube di fumo nero che era visibile anche dalla lontana statale 106 jonica. Il procuratore della Repubblica Franco Sebastio ha aperto un'inchiesta su cause ed eventuali responsabilità del rogo.(Unionesarda)

Ignoranza e speculazione non guardano in faccia a nessuno!

La pratica è ormai prossima ad approdare in consiglio comunale. Sarà proprio l’assemblea dei consiglieri a decidere il destino di Palazzo Berardi, lo storico edificio sul quale incombono le ruspe. Il progetto presentato dalla società Lo. Co. Costruzioni prevede infatti la sua demolizione e la costruzione al suo posto di un palazzo di sette piani per civili abitazioni. L’altezza non dovrebbe discostarsi da quella attuale e la stessa società ha proposto una nuova versione del progetto con la facciata resa più simile a quella attuale. Anche la nuova declinazione non ha tuttavia superato l’esame della Soprintendenza, che ha già bocciato due volte il progetto. Il parere non è vincolante, ma certamente non ha lasciato indifferente l’opinione pubblica e gli stessi consiglieri comunali, divisi trasversalmente sul destino da assegnare ad una delle più originali testimonianze dell’architettura che si affermò a Taranto nei primi anni del ‘900.
Stretto fra due mostri partoriti dalla cultura delle brutture tipica degli anni ‘60-70, il palazzotto che fu della famiglia Berardi conserva ancora fregi, come talamoni e cariatidi, via via cancellati dagli attuali canoni estetici. Ma non è finita, perché all’interno, anche se ridotti a ruderi, ci sono ancora i locali che ospitavano vecchie botteghe artigiane, tipiche del Borgo del secolo scorso.
Quel palazzo, quindi, non è solo un esempio di stile ma è anche una testimonianza storica della Taranto che fu. Quella città operosa, pre-industriale, che non aveva ancora conosciuto i malesseri sociali provocati dal grande ma caotico sviluppo dell’industria e dell’urbanistica. Tutto questo potrebbe essere buttato giù, se solo il consiglio comunale dovesse dare il via libera al progetto di sostituzione edilizia. Purtroppo Taranto paga l’assenza di una vera politica di riqualificazione urbanistica, l’assenza di regole certe.(Tasera)